Differenze tra la revoca della gara e la facoltà di sottrarsi all’obbligo di contrarre ad opera della stazione appaltante.

 
Con la sentenza n. del , il Consiglio di Stato ha individuato le differenze tra l’articolo 81, comma 3, del Codice dei Contratti che riconosce alla stazione appaltante la facoltà di sottrarsi all’obbligo di contrarre, quando la procedura di scelta del contraente non ha raggiunto l’obiettivo di assicurare l’economicità ed il buon andamento dell’azione amministrativa e l’articolo art. 21 quinques l. n. 241/1990 che regola la situazione in cui, nel corso della gara, vengono a modificarsi fatti o parametri che erano stati determinanti nelle valutazioni della stazione appaltante per fissare le regole della gara ed i risultati da conseguire e consente alla stazione appaltante di revocare l’intera gara.
Ha osservato il Collegio che le due disposizioni hanno un ambito di applicazione diverso: l’art. 81, comma 3, del codice contratti regola la situazione in cui le offerte presentate non rispondono ai risultati previsti dalla stazione appaltante secondo il criterio del "id quod plerumque accidit", mentre l’art. 21 quinques l. n. 241/1990 regola la situazione in cui, nel corso della gara, vengono a modificarsi fatti o parametri che erano stati determinanti nelle valutazioni della stazione appaltante per fissare le regole della gara ed i risultati da conseguire
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