Nullità più ampia sui contratti

 
Con la sentenza del 4 settembre 2012 n. 14828 le Sezioni Unite della Corte di Cassazione, dirimendo un contrasto giurisprudenziale, hanno statuito che «il giudice può rilevare d’ufficio qualsiasi forma di nullità del contratto, anche quando la causa era stata promossa per ottenere solo la risoluzione del contratto medesimo». Le Sezioni Unite hanno sostenuto l’orientamento più flessibile nel rilevare la nullità del contratto anche alla luce delle modifiche degli articoli 101 e 153 del Codice di procedura civile, espressione del principio di collaborazione che deve intercorrere tra il Giudice e le parti. Infatti, a seguito della segnalazione dell’Autorità Giudiziaria, le parti hanno la possibilità di formulare una domanda che ne sia conseguenza, potendo così convertire oppure cumulare la domanda di risoluzione in / con un’azione di nullità. La sentenza inoltre precisa che un’altra conseguenza del rilievo d’ufficio della nullità è rappresentata dall’accoglimento di ogni richiesta formulata unitamente alla domanda di risoluzione, purché sia compatibile con il diverso elemento costituito dalla nullità (ad esempio nel caso di domanda restitutoria). Da ultimo, le Sezioni Unite si sono soffermate sugli effetti del giudicato, statuendo che quando la nullità non sia stata rilevata d’ufficio e l’omissione venga fatta valere in sede di appello, il Giudice di secondo grado dovrà rimettere in termini l’appellante, mentre il giudicato implicito sulla validità del contratto potrà formarsi tutte le volte in cui la causa relativa alla risoluzione sia stata decisa nel merito, con esclusione per le sole decisioni che non contengono statuizioni che implicano l’affermazione della validità del contratto.
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