Apprendistato: nuova (e non più nuova) porta di accesso al mondo del lavoro per i più giovani.

 
Sin dalle prime discussioni sulle principali novità introdotte dalla cd “Riforma Fornero” è emerso in maniera chiara e non controversa che l’apprendistato, nelle sue varie declinazioni, rappresenta il principale strumento contrattuale per accompagnare i giovani nel passaggio dal mondo della scuola a quello del lavoro. In un’ottica più ampia l’apprendistato dovrebbe essere inserito in ambito aziendale contestualmente alla trasformazione a tempo parziale del contratti di lavoro con i dipendenti più anziani o comunque vicini alla pensione, per favorire il ricambio generazionale. L’istituto presenta rilevanti vantaggi sia economici che normativi (salario ridotto e possibilità di inquadrare gli apprendisti sino a due livelli contrattuali inferiori a quelli normalmente spettanti, fiscalizzazione degli oneri sociali, possibilità di terminare liberamente il rapporto al termine del periodo di apprendistato, esclusione degli apprendisti dal computo dei militi numerici per l’applicazione di varie disposizioni lavoristiche ecc.). Di particolare interesse le prime applicazioni dell’istituto desumibili dal rinnovo del contratto nazionale del settore chimico.
 
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