Rifiuto di modificare l’orario di lavoro: illegittimo il licenziamento.

 
La Corte di cassazione, con sentenza 4 settembre 2012, n. 14833, ha accolto la domanda di un lavoratore che era stato licenziato, almeno in apparenza, per giustificato motivo oggettivo dovuto ad un sensibile calo delle commesse, in realtà per il rifiuto del dipendente di aderire alla modifica dell’orario di lavoro unilateralmente imposta dal datore di lavoro nell’ambito del relativo contratto a tempo parziale.

Va in generale ricordato che la determinazione dell’orario di lavoro nel contratto part time è rimessa al mutuo consenso delle parti, ciascuna delle quali non può da sola, senza il consenso dell’altra, pretendere o imporre la modifica dell’orario. La logica di questo principio è ravvisabile nella opportunità di preservare l’autonomia del dipendente nella gestione della propria giornata lavorativa, ovvero di essere messo nella condizione di organizzare al meglio il tempo residuo, sia dedicandosi al altre occupazioni professionali per integrare il proprio reddito, che riservandolo ad interessi di natura diversa. La conseguenza è che qualunque modifica dell’orario di lavoro suggerita o imposta da ragioni connesse all’attività produttiva, deve in ogni caso essere condivisa dalle parti.
 
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