Offerta economicamente più vantaggiosa: riammissione di un concorrente illegittimamente pretermesso, non s’impone il rinnovo dell’intero procedimento di gara.

 
L'adunanza plenaria del Consiglio di Stato con la sentenza n. 30 del 26.07.2012 ha definitivamente risolto il contrasto sorto in giurisprudenza in relazione alla esatta delimitazione del dovere di “rinnovazione” della procedura a seguito della illegittima presentazione di un’offerta.
Secondo l’orientamento prevalente ma non unanime nel caso in cui un concorrente venga riammesso, la rinnovazione della gara dovrebbe partire dalla ripresentazione dell’offerta ad opera di tutti gli originari concorrenti..
Il predetto orientamento, considerato l'alto tasso di discrezionalità che caratterizza tale tipo di procedura, richiede in particolare che il principio di segretezza sia comunque rispettato e recuperato attraverso la ripresentazione di tutte le offerte, per evitare il rischio di parzialità in favore dell'uno o dell'altro dei concorrenti.
L’Adunanza plenaria, invece, rifacendosi all’orientamento minoritario, ha ritenuto che il rinnovo degli atti debba limitarsi alla sola valutazione dell'offerta illegittimamente pretermessa, ad opera della medesima commissione di gara.
A sostegno della decisione, l’Adunanza plenaria ha precisato che la pretesa fatta valere dal ricorrente sia quella di concorrere nella gara cui ha chiesto di partecipare per ottenere la relativa aggiudicazione e che tale pretesa non può che essere soddisfatta dalla valutazione della sua originaria offerta in comparazione con le altre coevamente presentate. Rinnovare la gara dalla ripresentazione delle offerte significherebbe, a detta del Collegio, mutare l'interesse come sopra definito in: “un evanescente interesse strumentale alla partecipazione ad una gara sostanzialmente nuova. Il che non appare all'evidenza aderente al reale portata della pronuncia da lui ottenuta”.
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