Dovere di informazione e trattative precontrattuali.

 
Durante la fase che precede la stipula del contratto (cd. fase precontrattuale) le parti hanno la facoltà di verificare in ogni momento la convenienza dell’affare, chiedendo tutte le notizie utili al formazione del proprio convincimento e conservando la libertà di ritirarsi dalla trattativa. Con la sentenza 26 aprile 2012 n. 6526 la Corte di Cassazione ha ribadito che il recesso dalle trattative non corrisponde ad una facoltà che la parte è libera di esercitare sempre e comunque ma che, nell’ambito di una seria negoziazione, soggiace al rispetto del principio di buona fede e correttezza alla luce del quale una eventuale rottura deve essere giustificata da valide ragioni. Nella vicenda decisa con la pronuncia che si annota la Cassazione ha sottolineato che l’esito negativo di una trattativa può comprensibilmente derivare dalla violazione dell’obbligo di reciproca lealtà, il quale si concretizza anche nella necessità di osservare il dovere di completezza informativa sulla reale intenzione di concludere il contratto, senza che alcun mutamento delle circostanze possa legittimare eventuali reticenze o maliziose omissioni nella comunicazione di informazioni rilevanti ai fini del buon esito delle trattative.
Se vuoi leggere il testo integrale della sentenza 26 aprile 2012 n. 6526 clicca qui.
 
Torna indietro