Sulla genericità della causale nei contratti a termine: la Corte di cassazione apre un varco a favore delle imprese.

 
La Cassazione apre uno spiraglio a favore delle imprese nel fitto contenzioso giudiziale sorto intorno ai contratti a termine, incluse le somministrazioni, per la genericità delle relative causali.
E’ noto che le ragioni che giustificano l’apposizione del termine al contratto di lavoro debbano essere analiticamente illustrate nel documento contrattuale e, soprattutto, corrispondere a reali esigenze aziendali. Questo principio è stato diversamente declinato dalla giurisprudenza di merito nell’ambito della quale si sono formati distinti orientamenti. Il versante più rigoroso e garantista della magistratura del lavoro è incline a reprimere anche i meri difetti formali di un contratto redatto senza la dovuta perizia con la sanzione massima della costituzione di un rapporto di lavoro a tempo indeterminato ed il riconoscimento del corredo di indennità previste dalla legge. Con la sentenza 21 febbraio 2012 n. 2521 la Corte di cassazione è intervenuta su questo particolare aspetto, sia pure a proposito della somministrazione a termine, valorizzando in principio secondo il quale l’ampiezza della causali adoperate nei contratti a termine non è discriminante ai fini della configurabilità di un intento fraudolento o comunque contrario alla legge. L’aspetto più rilevante in queste situazioni è invece di natura sostanziale ed attiene alla concreta esistenza delle ragioni appositive del termine sia pure genericamente illustrate nel contratto di lavoro. L’inevitabile corollario di questo assunto è che il giudice non debba fermarsi all’apparenza del significato delle parole adoperate per tratteggiare le ragioni invocate dall’impresa ai fini dell’apposizione del termine al contratto di lavoro, ma debba compiere “una verifica diretta ad accertare la effettiva esistenza delle esigenze alle quali si ricollega l’assunzione del singolo dipendente”, allo scopo di escludere il rischio di un ricorso abusivo a forme sistematiche di ingaggio del personale con finalità elusive delle norme anche inderogabili di legge e della contrattazione collettiva.
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