La sottoscrizione dell’offerta nelle gare di appalto: il Consiglio di Stato ne chiarisce funzione e modalità.

 
Con la recente sentenza n. 2317 del 20 aprile 2012, il Consiglio di Stato ha precisato le finalità della sottoscrizione dell’offerta nelle gare di appalto, statuendo che essa si configura come lo strumento mediante il quale l'autore fa propria la dichiarazione contenuta nel documento ed assolve alla funzione di assicurare provenienza, serietà, affidabilità e insostituibilità dell'offerta.
Costituisce, pertanto, elemento essenziale per la sua ammissibilità, sia sotto il profilo formale che sotto quello sostanziale, potendosi solo ad essa riconnettere gli effetti dell'offerta come dichiarazione di volontà volta alla costituzione di un rapporto giuridico.
Alla luce di tali considerazioni il Consiglio di Stato ha ritenuto che una "sottoscrizione" deve per definizione essere apposta in calce al documento al quale si riferisce non esistendo un’equipollenza tra la firma di un documento in calce e quella apposta solo in apertura di esso ("in testa"), o tanto meno sul mero frontespizio di un testo di più pagine, dal momento che è soltanto con la firma in calce che si esprime il senso della consapevole assunzione della paternità di un testo e della responsabilità in ordine al suo contenuto.
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