Ancora sull’efficacia paralizzante del ricorso incidentale nelle vertenze in materie di aggiudicazione dei contratti pubblici: il T.A.R. Piemonte chiede l’intervento pregiudiziale della Corte di Giustizia CE.

 
Con ordinanza n. 208 del 9 febbraio 2012 il T.A.R. Piemonte - esaminando un caso relativo ad una gara di appalto con due soli concorrenti ove il secondo classificato aveva proposto ricorso principale e l’aggiudicatario ricorso incidentale “paralizzante”, dopo aver rilevato la possibile fondatezza di entrambe le impugnazioni - ha ritenuto rilevante ed opportuno sollevare la questione pregiudiziale dinnanzi alla Corte di Giustizia delle Comunità Europee, ai sensi dell’art. 267 del Trattato CE, formulando il seguente quesito:
«Se i principi di parità delle parti, di non discriminazione e di tutela della concorrenza nei pubblici appalti, di cui alla direttiva n. 1989/665/CEE, quale da ultimo modificata con la direttiva n. 2007/66/CE, ostino al diritto vivente quale statuito nella decisione dell’Adunanza Plenaria del Consiglio di Stato n. 4 del 2011, secondo il quale l’esame del ricorso incidentale, diretto a contestare la legittimazione del ricorrente principale attraverso l’impugnazione della sua ammissione alla procedura di gara, deve necessariamente precedere quello del ricorso principale ed abbia portata pregiudiziale rispetto all’esame del ricorso principale, anche nel caso in cui il ricorrente principale abbia un interesse strumentale alla rinnovazione dell’intera procedura selettiva e indipendentemente dal numero dei concorrenti che vi hanno preso parte, con particolare riferimento all’ipotesi in cui i concorrenti rimasti in gara siano soltanto due (e coincidano con il ricorrente principale e con l’aggiudicatario-ricorrente incidentale), ciascuno mirante ad escludere l’altro per mancanza, nelle rispettive offerte presentate, dei requisiti minimi di idoneità dell’offerta».
Al di là delle perplessità, sia formali che sostanziali, che suscita la formulazione della richiesta di intervento pregiudiziale, non resta che attendere la decisione del Giudice comunitario.
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