Contratti bancari aventi ad oggetto la categoria degli strumenti finanziari e relativa sottoscrizione fuori sede.

 
E’ nullo il contratto stipulato tra il privato e la banca avente ad oggetto un piano finanziario con erogazione di un mutuo e previsione dell’utilizzo della somma mutuata per l’acquisto di obbligazioni e di una quota di un fondo comune di investimento, con costituzione in pegno in favore della banca a garanzia della restituzione del mutuo, delle obbligazioni e della quota acquistate, qualora sottoscritto al di fuori dei locali dell’istituto di credito. Inoltre, a fronte della contestazione del privato sorretta da adeguati elementi probatori, incombe sull’istituto di credito fornire la prova contraria, ossia che il contratto sia stato sottoscritto presso i suoi uffici.
Va infine aggiunto che il piano finanziario in esame, proprio per la sua natura, si risolve nella combinazione di contratti aventi ad oggetto obbligazioni e quote di fondi comuni di investimento, che dà vita ad una complessiva fattispecie negoziale autonoma, riconducibile alla categoria degli strumenti finanziari di cui all’art. 1, D.Lgs. 58/1998 (TUF), la cui disciplina prevede l’obbligo, a pena di nullità del contratto, di indicare nei moduli o formulari la facoltà di recesso.
Se vuoi leggere la sentenza della Cassazione civ., I^ sez. civ., 3 febbraio 2012 n. 1584, clicca qui
 
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