E’ valido il licenziamento per riassetto organizzativo giustificato dall’esigenza di una più economica gestione.

 
Il caso è quello di un dipendente assunto con le mansioni di magazziniere e licenziato per la soppressione di questa funzione. Nel corso del giudizio di merito è invece emerso che i compiti di magazziniere non erano stati soppressi bensì diversamente ripartiti tra un socio ed altro personale. Ciò nonostante la Cassazione, con la sentenza 16 febbraio 2012 n. 2250, ha convalidato il licenziamento sul presupposto che nell’ambito del sindacato giudiziale sul giustificato motivo oggetto l’aspetto principale è che le ragioni addotte dal datore di lavoro siano effettive e non pretestuose, a nulla rilevando gli aspetti marginali della vicenda che non siano tali da contaminare la genuinità della causale di recesso. Sino a questo punto approda il controllo del giudice, intervenendo oltre i limiti imposti dall’art. 41 della Costituzione ai sensi del quale l’iniziativa economica è libera (ma non arbitraria).
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