Come comprovare il requisito di regolarità contributiva?

 
“Il procedimento di rilascio del DURC è stato semplificato attraverso l’introduzione dell’obbligo in capo alle stazioni appaltanti pubbliche di acquisirlo d’ufficio, anche attraverso strumenti informatici, dagli istituti o dagli enti abilitati al rilascio in tutti i casi in cui è richiesto dalla legge, sicché l’obbligo (illegittimo) fissato dal bando di gara di produrre il DURC va ritenuto assorbito dalla generica dichiarazione di essere in regola con le norme in materia di contributi previdenziali ed assistenziali, ferma restando la richiamata acquisizione d’ufficio che la stazione appaltante potrà disporre” è quanto disposto dal TAR Sicilia – Catania, sez. III nella sentenza n. 116 del 16.01.2012.
Con la decisione in commento, sembra che il giudice amministrativo abbia confermato la possibilità per i concorrenti di autocertificare il possesso del requisito della regolarità contributiva che, ai sensi dell’articolo 38, comma 1, lett. i), del Codice dei contratti, costituisce un requisito di ordine generale.
La decisione si pone in senso diametralmente opposto a quanto stabilito dal Ministero del lavoro e delle politiche sociali con recente nota n.37/0000619 del 16.01.2012, ove ha espressamente negato che il DURC possa rientrare nella nozione di “certificato” di cui all’articolo 40 del DPR 445/2000, cioè passibile di autodichiarazione, in quanto la stessa fa riferimento a “stati, qualità personali e fatti” e la regolarità contributiva, invece, concerne un’attestazione da parte degli Enti competenti rilasciata all’esito di complesse valutazioni relative a discipline lavoristiche, contrattuali e previdenziali le quali non sono riconducibili né a stati, né a qualità personali né a fatti.
Pertanto, a detta del Ministero, le valutazioni non possono essere sostituite da un’autodichiarazione dovendo le Imprese produrre il DURC e le Pubbliche Amministrazioni procedere all’acquisizione d’ufficio.
Alla luce del contrasto appena evidenziato se, per un verso, risulta difficile per le imprese individuare il giusto comportamento da osservare per comprovare la propria regolarità contributiva, per l’altro, anche le Stazioni Appaltanti incontreranno le medesime difficoltà sia all’atto della predisposizione del bando che, maggiormente, della verifica dei requisiti di carattere generale.
Infatti, leggendo le disposizioni della sentenza del TAR e quelle contenute della nota del Ministero, la Stazione Appaltante dovrà consentire l’autocertificazione – negata dal Ministero – oppure dovrà prevedere l’obbligo per l’impresa di produrre il DURC in gara – vietata dal TAR?
 
Torna indietro