Contratti a termine: l’indennità risarcitoria opera sino al deposito del ricorso.

 
E’ quanto ha stabilito la Corte di Appello di Roma con la sentenza 17 gennaio 2012 n. 267, che ha sanzionato l’apposizione illegittima del termine al contratto di lavoro non solo con la conversione del rapporto lavorativo a tempo indeterminato, ma anche con la condanna del datore di lavoro al pagamento dell’indennità onnicomprensiva prevista dall’art. 32 comma 5° del Collegato lavoro (legge 4 novembre 2010 n. 183) e, vieppiù, delle retribuzioni maturate dalla data di deposito del ricorso sino alla esecuzione della sentenza.
Ripercorrendo il recente excursus giurisprudenziale culminato nella sentenza della Corte costituzionale 11 novembre 2011 n. 303, i giudici di appello hanno valorizzato i principi del giusto processo (art. 11 Cost.) per cui la durata dello stesso non può andare a detrimento di chi ha ragione e risulta infine vittorioso. Su queste premesse hanno costruito il loro ragionamento decisorio che ha vanificato, nella sostanza, la ratio del citato art. 32, ravvisabile nella necessità di mettere un limite ai risarcimenti posti a carico delle imprese nel caso di soccombenza processuale. Sarà importante seguire gli sviluppi del confronto giurisprudenziale sulla reale tenuta di questo limite, che costituisce, per il momento, una novità inedita e significativa nell’attuale panorama normativo lavoristico.
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