Know how aziendale: portarlo via è reato.

 
Per know how s’intende il patrimonio cognitivo ed organizzativo di un’azienda e più precisamente tutte le informazioni e le esperienze tecnico-industriali, comprese quelle commerciali, che siano legittimamente detenute dall’azienda e che (a) non siano note o facilmente accessibili agli esperti e agli operatori del settore, (b) abbiano un valore economico in quanto tali, (c) siano sottoposte a misure adeguate a mantenerle riservate.
Si parla in questi casi di segreto industriale in senso lato per sottolineare che, ove le predette informazioni siano sottratte o utilizzate indebitamente perché ne derivi nocumento all’azienda o per trarne profitto, interviene la tutela penale a sanzionare la condotta illecita. E’ inoltre possibile che l’azienda faccia scattare le iniziative previste e regolate dal Codice della proprietà industriale, vietando o inibendo l’utilizzo delle informazioni illecitamente trattate, oltre a perseguire le fattispecie di concorrenza sleale.
In questo contesto assumono particolare significato i comportamenti del dipendente infedele che sottragga delle informazioni aziendali riservate, potendo una simile condotta integrare peraltro gli estremi del licenziamento per giusta causa. Nell’ottica della disciplina dei rapporti di lavoro è utile che l’azienda renda note al personale le informazioni che devono intendersi “riservate” e, come tali, protette da apposite disposizioni interne che traccino il perimetro del loro corretto utilizzo.
 
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