Apertura dei plichi in gara e principio di pubblicità.

 
Torna all’attenzione del Supremo Consesso il tema della pubblicità nelle procedure ad evidenza pubblica con particolare riferimento all’apertura dei plichi nelle sedute di gara.
La sentenza del Consiglio di Stato, sez. VI, 18 gennaio 2012, che qui si segnala, conferma l’interpretazione e i limiti di applicabilità recentemente espressi nella pronuncia della Adunanza Plenaria del 28 luglio 2011 n. 13.
Secondo questi autorevoli precedenti il rispetto dei principi di trasparenza della pubblica amministrazione e di pubblicità nelle gare impone, in seduta pubblica, sia la verifica della integrità dei plichi contenenti la documentazione amministrativa e l’offerta (compresa quella tecnica), sia la verifica del contenuto delle buste ovvero lettura, verbalizzata, dei titoli degli atti rinvenuti in ogni singola busta. Tali operazioni preliminari devono garantire che i plichi non abbiano subito manomissioni o alterazioni e che il materiale documentario “trovi correttamente ingresso nella procedura di gara”. La ratio di tali verifiche in regime inderogabile di pubblicità è, dunque, duplice: da un lato, tutelare l’interesse privato (ovvero par condicio tra operatori e concorrenza leale), dall’altro, l’interesse pubblico (in termini di trasparenza e imparzialità dell’agĕre pubblico ex art. 97 della Costituzione).

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