Somministrazione di lavoro a termine e nuovi contratti di lavoro con altri soggetti: conseguenze.

 
In una controversia di lavoro un dipendente ha domandato l’assunzione a tempo indeterminato alle dipendenze della Società utilizzatrice per la nullità del termine apposto al contratto di lavoro somministrato. Il Tribunale di Padova, con una significativa decisione del 17 gennaio u.s., ha rigettato la domanda del lavoratore per due motivi: il tempo trascorso dalla conclusione del rapporto di lavoro somministrato – tre anni – e la successiva sottoscrizione di un nuovo contratto di lavoro a tempo indeterminato con un’altra azienda. In particolare, dalla stipula di un nuovo contratto di lavoro il Tribunale ha desunto una implicita ma inequivocabile rinunzia del ricorrente alla precedente occupazione e la conseguente manifesta incompatibilità tra la volontà di proseguire il rapporto con la società utilizzatrice e quella sottesa al nuovo contratto di lavoro.
Si tratta di un tema particolarmente delicato e complesso, sul quale la giurisprudenza si è più volte espressa in maniera contrastante. Di volta in volta sono stati individuati come comportamenti incompatibili con la volontà di proseguire il rapporto di lavoro e quindi sintomatici del mutuo consenso risolutivo, quello del dipendente che abbia accettato il trattamento di fine rapporto, che abbia ritirato il libretto di lavoro, che si sia astenuto dal prestare il proprio lavoro alla scadenza del contratto o comunque non abbia più offerto la sua prestazione, ed ora anche la sottoscrizione di un nuovo contratto di lavoro.
 
Torna indietro