“Segnalazione Aut. vig. sui contratti pubblici di lavori, servizi e forniture 18/11/2011 Segnalazione ai sensi dell’art. 6, comma 7, lettera e) e f), del decreto legislativo 12 aprile 2006, n. 163 sulla normativa che regola l’affidamento del servizio sostitutivo di mensa mediante buoni pasto”. Una proposta apprezzabile.

 
Con la segnalazione in oggetto l’Autorità per la vigilanza sui Contratti Pubblici ha chiesto al Governo e al Parlamento di intervenire sulla normativa che regola l’affidamento del servizio sostitutivo di mensa aziendale mediante “buoni pasto” e, in particolare, sull’articolo 285 del decreto del Presidente della Repubblica 5 ottobre 2010, n. 207.
Le proposte formulate al riguardo traggono origine dai risultati emersi in seguito alle attività di vigilanza svolte dalla medesima Autorità sull’andamento del mercato di settore, che hanno messo in rilievo numerose criticità a discapito dei dipendenti che usufruiscono del servizio e degli esercenti convenzionati.
Particolarmente rilevante è la proposta di modifica dell’articolo 285 del Regolamento il quale stabilisce che la rete di esercizi convenzionati possa costituire sia un “criterio di partecipazione” che un criterio di aggiudicazione (commi 7 e 8), fermo restando che, in sede di gara, è sufficiente l’impegno all’attivazione della rete entro un congruo termine dal momento dell'aggiudicazione fissato nel bando.
L’Autorità chiede che il requisito del possesso della rete di esercizi convenzionati o quelli da convenzionarsi venga dal Legislatore inserito nell’ambito di quelli richiesti per la partecipazione con l’effetto di eliminare la previsione dell’articolo in questione che lo qualifica come criterio di valutazione della offerta e, pertanto, idoneo a consentire l’attribuzione del relativo punteggio all’offerta presentata.
Tale proposta - apprezzabile e particolarmente attenta alla prassi invalsa nel settore - risponde a una duplice esigenza: facilitare il compito delle Stazioni Appaltanti nel controllo della consistenza delle reti dichiarate dalle Imprese, che spesso producono offerte sovradimensionate rispetto sia alla loro reale capacità produttiva e a prescindere dalle necessità dell’Amministrazione ed evitare che le Imprese operanti nel settore pur di ottenere un punteggio maggiore ricorrano a tecniche di persuasione commerciale “prepotenti”, ad esempio, invogliando gli esercenti ad aumentare il numero dei buoni pasto attraverso sconti particolari per recuperare lo sconto offerto in relazione ai servizi aggiuntivi che impongono nelle convenzioni.
Servizi aggiuntivi il cui oggetto non può certamente dirsi connesso e/o strumentale a quello di erogazione pasti a mezzo emissione di buoni come il servizio di assistenza tecnica, manutenzione per arrivare a quello di consulenza legale.
Se vuoi leggere il testo della segnalazione dell’Autorità di Vigilanza clicca qui.
 
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