Il principio della trasparenza e par condicio sono funzionali all’inveramento dei principio costituzionale di “buon andamento e dell’imparzialità” di cui all’articolo 97 Cost. in tutte le procedure di gara.

 
Con la sentenza n. 5454 del 05.10.2011 il Consiglio di Stato ha affrontato la questione relativa all’ambito di operatività della pubblicità delle sedute di gara per la valutazione delle offerte economiche in particolare nelle gare espletate a mezzo cottimo fiduciario.
Nel richiamare i principi anche di natura comunitaria, il Consiglio di Stato, in funzione di nomofiliachia, ha stabilito che la fase di valutazione delle offerte economiche debba svolgersi al cospetto degli operatori anche nelle gare cd. ristrette in quanto l’esigenza è quella di garantire, per un verso, il rispetto dei principi di trasparenza e di pubblicità, e, per l’altro, quello di par condicio, entrambi ricondotti dal Collegio a quello di legalità dell’azione amministrativa sancito dall’articolo 97 della Costituzione.
L’invito a partecipare alla seduta di gara è dunque garanzia procedimentale di rispetto non solo della parità di trattamento e della genuinità delle offerte formulate ma, anche, a tutela: “dell’interesse pubblico alla trasparenza ed all’imparzialità dell’azione amministrativa, le cui conseguenze negative sono difficilmente apprezzabili “ex post”, una volta rotti i sigilli ed aperti i plichi, in mancanza di un riscontro immediato”.

Se vuoi leggere il testo integrale della sentenza clicca qui.
 
Torna indietro