Al bando la prova diabolica in tema di accertamento della responsabilità della Pubblica Amministrazione?

 
La Ottava Sezione del Tribunale Amministrativo Regionale della Campania, con sentenza resa il 9 settembre 2011 n. 4371, chiamata a pronunciarsi su un ricorso promosso da una Impresa in un caso particolarmente complesso anche da un punto di vista processuale, ha accolto l’istanza di risarcimento del danno presentato dalla ricorrente reinterpretando le disposizioni legislative, regolamentari e amministrative nonché i precedenti giurisprudenziali in tema di accertamento della responsabilità della Pubblica Amministrazione.
Il caso nasce da una gara indetta da un Comune Campano per l’esecuzione dei lavori di ampliamento del cimitero comunale. Alla gara partecipava, tra gli altri, la ricorrente ALFA la quale risultava aggiudicataria. L’aggiudicazione veniva poi annullata in autotutela dal Comune il quale decideva, altresì, di escludere l’Impresa ALFA dalla gara. La Impresa ALFA ricorreva innanzi il Tar Campania. Il Giudice Amministrativo accoglieva il ricorso annullando il provvedimento in autotutela.
Nella sentenza di accoglimento il Giudice Amministrativo faceva riferimento ad altra pronuncia resa dal medesimo Tar Campania per la stessa gara nel giudizio promosso da altra Impresa BETA nei confronti del Comune proprio avverso l’aggiudicazione disposta in favore della Impresa ALFA, che poi ha ricorso avverso l’autotutela. In quella pronuncia il TAR aveva espressamente ritenuto l’aggiudicazione ad ALFA legittima e l’operato del Comune immune dai vizi.
Ciò nonostante il Comune decideva di agire in autotutela, successivamente a detta sentenza e, contravvenendo a quanto invece era stato definitivamente accertato, faceva proprie le contestazioni di BETA.
Tuttavia, nelle more, prima della definizione del giudizio proposto da ALFA, il Comune procedeva nel senso dell’autotutela sino al punto di aggiudicare la gara a GAMMA.
Il TAR Campania ha ritenuto che il “comportamento” del Comune, nel caso, assolutamente non curante delle statuizioni delle due pronunce giurisdizionali, anche alla luce di recentissime pronunce della giurisprudenza Europea, era di per sé indicativo di una colpa della Pubblica Amministrazione e, pertanto, ha condannato il Comune al risarcimento del danno per mancata aggiudicazione della gara a ALFA: “imputabile in via esclusiva al comportamento del Comune, avendo la ricorrente azionato tutti i rimedi che l’ordinamento le riconosce per perseguire l’affidamento”.
Dunque non una presunzione di colpa, come potrebbe sembrare dalla lettura della massima per come pubblicata.
Ma una colpa dell’Amministrazione riconosciuta, invero, per non aver osservato i dettati giurisprudenziali del medesimo Giudice Amministrativo.
Ma comunque giustizia è stata resa.

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