Nessuna responsabilità per il datore di lavoro se ad errare è il medico aziendale

 

Con la sentenza n. 34373 del 20.09.2011 la Corte di Cassazione si è nuovamente soffermata sul concetto di “posizione di garanzia” assunta dal datore di lavoro nel sistema di sicurezza aziendale.
Pur confermandone l’obbligo di vigilare ed effettuare i dovuti controlli sui preposti onde verificare il rispetto delle regole di sicurezza, la Suprema Corte ne ha escluso la responsabilità nel caso di errore di diagnosi da parte del medico. Resta ferma nella fattispecie l'esclusiva responsabilità dei soggetti obbligati in proprio, come appunto il medico, allorché la mancata attuazione dei relativi obblighi "sia addebitabile unicamente agli stessi". Ha aggiunto la Corte che un errore di diagnosi del sanitario presuppone la presenza di una condotta concretamente colposa dotata di un ruolo eziologico nella genesi dell’evento lesivo, responsabilità soggettiva che nulla c’entra con la posizione di garanzia del datore di lavoro.

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