Il licenziamento illegittimo del cd pseudo dirigente comporta la reintegrazione nel posto di lavoro.

 
E’ quanto affermato dalla Corte di cassazione nella recente sentenza 5 luglio 2011, n. 14713, ove è stato ripercorso in maniera organica l’itinerario delle decisione di legittimità in materia di licenziamento dei dirigenti. In particolare, ha trovato puntuale conferma il principio in base al quale le garanzie procedimentali previste dall’art. 7 dello Statuto dei lavoratori devono essere osservate nei confronti di tutti i dirigenti, a prescindere da varie catalogazioni connesse al ruolo aziendale concretamente svolto (dirigente apicale, non apicale, medio, minore, pseudo-dirigente ecc.). La differenza torna ad emergere sul piano delle conseguenze derivanti dal mancato rispetto delle citate garanzie formali. Sotto questo profilo il licenziamento illegittimo del dirigente vero e proprio comporta l’applicazione delle conseguenze fissate dalla contrattazione collettiva di categoria per il licenziamento privo di giustificazione. Viceversa, nel caso dei cd pseudo-dirigenti, cioè di quei lavoratori che seppure hanno di fatto e il nome ed il trattamento dei dirigenti, per non rivestire nell’organizzazione aziendale un ruolo di incisività e rilevanza analogo a quelli dei cd. dirigenti convenzionali (dirigenti apicali, medi, minori), non sono classificabili come tali danna contrattazione collettiva, con la conseguenza che il riconoscimento giudiziale della illegittimità del relativo licenziamento comporta le conseguenze previsti dalla legge per qualsiasi lavoratore subordinato, inclusa la reintegrazione.
Se vuoi leggere il testo integrale della sentenza clicca qui
 
Torna indietro