Licenziamento per giustificato motivo oggettivo: e’ onere del datore di lavoro prospettare al dipendente la possibilità di evitare il licenziamento nel caso di reimpiego in mansioni inferiori.

 
La Sezione lavoro della Corte di cassazione, con la sentenza del 1° luglio 2011, n. 14517, ha stabilito che quanto il datore di lavoro adduce a fondamento del recesso la soppressione del posto di lavoro, cui era addetto il lavoratore licenziato, ha l’onere di provare non solo che al momento del licenziamento non sussisteva alcuna posizione di lavoro analoga a quella soppressa, alla quale avrebbe potuto essere assegnato il lavoratore per l’espletamento di mansioni equivalenti a quelle dapprima svolte, ma anche di aver prospettato – ed è questo l’aspetto interessante della pronuncia in commento – la possibilità di un reimpiego in mansioni inferiori a quelle rientranti nel suo bagaglio professionale, senza ottenerne il consenso e sempre che tali ultime mansioni siano compatibili con l’assetto organizzativo aziendale.
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