Quando l’annullamento del provvedimento non è più utile al ricorrente, non occorre ai fini risarcitori l’apposita istanza di accertamento dell’illegittimità dello stesso

 
Il Consiglio di Stato, Sez. V, con sentenza 12 maggio 2011 n 2817, si è soffermato sull’interpretazione dell’art. 34, comma 3, del Nuovo Codice del Processo Amministrativo, ai sensi del quale"quando, nel corso del giudizio, l’annullamento del provvedimento impugnato non risulta più utile per il ricorrente, il giudice accerta l’illegittimità dell’atto se sussiste l’interesse ai fini risarcitori ".
Secondo i Giudici di Palazzo Spada, il tenore testuale della norma vale ad escludere la necessità di una specifica istanza dell’interessato affinché il Giudice amministrativo accerti l’illegittimità dell’atto; a tale conclusione si giunge innanzitutto attraverso la considerazione della locuzione vincolante impiegata dalla norma: “il giudice accerta l’illegittimità” e, in secondo luogo, tenendo conto che l’accertamento dell’ illegittimità dell’atto impugnato è contenuto nel petitum di annullamento come un presupposto necessario.
Queste le ragioni della condanna dell’Amministrazione al risarcimento del danno nella sentenza in esame.
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