Il Tar Puglia interpreta la portata delle cause di esclusione ai sensi dell’art. 38 del Codice degli Appalti.

 
Il T.A.R. Bari, con la recente sentenza 20 maggio 2011 n. 752, ha affrontato la questione - che finora non ha avuto soluzione univoca - di come debba essere formulata la dichiarazione del concorrente in ordine al possesso dei requisiti.
Come noto, l’art. 38 del Codice considera causa di esclusione l’aver riportato condanna penale per “reati gravi” incidenti sulla moralità professionale, ovvero l’aver commesso violazioni “gravi” alle norme in materia di contributi previdenziali o assistenziali.
Partendo dall’assunto che la valutazione di “gravità” implica un apprezzamento che può essere compiuto diversamente dal concorrente e dalla Stazione Appaltante, i Giudici hanno ritenuto che laddove il bando richiede genericamente una dichiarazione di insussistenza delle cause di esclusione di cui all’art. 38, esso giustifica una valutazione di gravità/non gravità compiuta dal concorrente, sicché lo stesso non potrà essere escluso per il solo fatto dell’omissione formale, cioè di non aver dichiarato tutte le condanne o tutte le violazioni contributive. Egli andrà escluso solo ove la Stazione Appaltante ritenga che le condanne o violazioni siano gravi e definitivamente accertate.
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