Requisiti del bando e tutela della concorrenza: qual è il confine?

 
La questione del rapporto tra la tutela della concorrenza e la discrezionalità della pubblica amministrazione nel fissare requisiti di partecipazione eccessivamente restrittivi è stata analizzata dal TAR Puglia con la sentenza 21 aprile 2011 n. 719 che ha ritenuto illegittima - in quanto irragionevole e fortemente limitativa del principio di libera concorrenza- una clausola del bando per l’affidamento del servizio di mensa scolastica che richiedeva, quale requisito di partecipazione, la "disponibilità di idonea struttura destinata a centro cottura, munita di tutte le autorizzazioni sanitarie previste dalla legge, nonché dalla vigente normativa in materia di preparazione e somministrazione pasti per mense scolastiche, posta ad una distanza non superiore a Km. 15 dalla sede municipale". Tale clausola è stata ritenuta illegittima per contrasto con i principi comunitari di massima tutela della concorrenza tra imprese, in quanto la restrizione posta dal bando di gara comporta un diretto vantaggio per gli operatori economici strettamente confinanti con il comune che ha indetto la gara. La disponibilità del centro cottura nel limite territoriale indicato, importa, oltre all’imposizione di un dispendio economico e organizzativo sproporzionato e incoerente con qualsiasi canone di economicità, anche un inevitabile favoritismo per quelle imprese presenti in quel preciso ambito territoriale.
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