La casa acquistata dal figlio con il danarondonato dal padre non è attaccabile.

 
Quando un genitore dona del danaro al figlio pagandogli l’acquisto di un immobile oppure consentendogli di estinguere un debito oppure ancora rinunciando ad un credito nei suoi confronti, compie una donazione cd “indiretta”, distinta dalla donazione “diretta” che va fatta con atto pubblico e alla presenza di due testimoni. Quanto in particolare al caso del figlio che acquista direttamente un immobile con il danaro donatogli dal padre, la Cassazione, in una non recente ma comunque importante sentenza (12 maggio 2010 n. 11496) ha affermato il principio tuttora valido in base al quale tale acquisto non può essere oggetto di azione di riduzione da parte dei legittimari, i quali non hanno la possibilità di ottenere la retrocessione del bene. Il motivo principale del ragionamento decisiorio sta nel fatto che l’immobile in questione non è mai neppure temporaneamente entrato nel patrimonio del donante/de cuius, da cui è soltanto uscito il danaro utilizzato dal figlio per compiere l’acquisto, con la conseguenza che se non vi è mai entrato non vi ha mai fatto parte e non può essere retrocesso.
 
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