L’uso di Facebook sul posto di lavoro: un connubio difficile.

 
Si parte dalla considerazione che l’uso di Facebook come di un qualunque altro social network sul posto di lavoro si traduce nella sottrazione di tempo all’orario di lavoro. Inoltre, se la navigazione avviene utilizzando strumenti aziendali (pc, server, internet ecc.), oltre al risultato di distrarre indebitamente il mezzo aziendale dalla sua naturale destinazione, può anche generare problemi di sicurezza al sistema. Fatta questa premessa, si moltiplicano in tutto il mondo i casi nei quali l’uso di Facebook crea problemi sul posto di lavoro (negli Stati Uniti un dipendente assente per malattia invia ai suoi “amici” e agli “amici degli amici” il video delle sue vacanze: licenziato. In Francia tre dipendenti avevano scambiato opinioni poco lusinghiere sul proprio capo e per questo sono state licenziate). Conviene a questo punto assumere una posizione precisa, individuata tra le seguenti alternative: vietare l’accesso a Facebook e/o inibirne l’accesso da parte del sistema informatico aziendale – soluzione questa privilegiata dal Garante della Privacy per i rischi connessi al trattamento di dati personali anche sensibili - oppure creare delle parentesi di tempo libero, as es. la pausa pranzo, durante le quali l’accesso viene consentito. In ogni caso è importante integrare la policy aziendale con specifiche regole sull’argomento, che disciplinino in particolare gli eventuali accessi nonché i tempi e le modalità di eventuali controlli, il tutto previamente concordato con le rappresentanze sindacali oppure autorizzato dall’Ispettorato del lavoro.
 
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