Somministrazione di lavoro a tempo determinato: necessita una motivazione specifica ai fini della validità del contratto.

 
A norma dell’art. 20, co. 4, della legge “Biagi” (d .lgs. 10 settembre 2003, n. 276) la somministrazione di lavoro a tempo determinato è ammessa a fronte di ragioni di carattere tecnico, produttivo, organizzativo o sostitutivo, anche se riferibili all’ordinaria attività dell’utilizzatore. Nell’ambito dei contratti di somministrazione predisposti unilateralmente dalle agenzie di somministrazione i motivi del contratto si traducono spesso in voci sintetiche e predefinite accanto a caselle da barrare, oltre a piccoli spazi riservati ad eventuali integrazioni. Laddove la compilazione di questi moduli non contenga una descrizione specifica e analitica dei reali motivi per i quali si ricorre alla somministrazione di lavoro a tempo determinato, la più recente giurisprudenza di merito tende ad escludere la validità del contratto, con la conseguente applicazione a carico della società utilizzatrice della sanzione della conversione del rapporto di lavoro a tempo indeterminato e del pagamento delle differenze retributive medio tempore maturate. Occorre dunque che i motivi siano correttamente esplicitati nel contratto, sia pure in forma sintetica, ma chiara e comprensibile, al punto di da consentire al giudice di attestarne la genuinità.
 
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