Legittimo l’utilizzo dell’investigatore privato per accertare condotte illecite dei dipendenti.

 
Il datore di lavoro può legittimamente avvalersi di agenzie investigative private per accertare le inadempienze dei dipendenti che siano già commesse o in corso di esecuzione: è quanto stabilito dalla Sezione Lavoro della Cassazione con la sentenza n. 23303 del 18 novembre 2010, secondo cui le norme poste dallo Statuto dei Lavoratori a tutela della libertà e della dignità del lavoratore non escludono il potere dell'imprenditore di controllare - direttamente o mediante la propria organizzazione gerarchica - l'adempimento delle prestazioni lavorative e, quindi, di accertare mancanze specifiche dei dipendenti, già commesse o in corso di esecuzione, e ciò indipendentemente dalle modalità del controllo, che può legittimamente avvenire anche occultamente, senza che vi osti il disposto dell’art. 4 dello Statuto, riferito esclusivamente all'uso di apparecchiature per il controllo a distanza (nel caso di specie, gli investigatori privati, fingendosi normali clienti, avevano accertato l'appropriazione di denaro da parte del personale addetto, limitandosi a presentare alla cassa la merce acquistata, a pagare il relativo prezzo e a constatare la registrazione della somma incassata da parte del cassiere).
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