Collegato lavoro: le novità in materia di conciliazione ed arbitrato

 
Il Collegato Lavoro, all’art. 31, introduce importantissime modifiche agli articoli del codice di procedura civile relativi a conciliazione ed arbitrato. Il tentativo di conciliazione ex art. 410 c.p.c., che sino ad oggi era obbligatorio, diviene facoltativo e la fase conciliativa, ove instaurata, può trasformarsi in una sorta di “mini processo” con termini molto concentrati e lo scambio di atti difensivi a contenuto complesso. Nel caso di esito negativo, gli atti, i verbali e la proposta conciliativa formulata dalla Commissione di conciliazione, in uno ai motivi di disaccordo delle parti, saranno direttamente veicolati nel processo dinanzi al Tribunale del lavoro, che dovrà tenerne conto, non soltanto ai fini del regolamento delle spese processuali, ma anche della decisione.
Dirompenti sono le previsioni in materia di arbitrato, che tuttavia non si applicano alle controversie aventi ad oggetto la risoluzione del rapporto di lavoro (licenziamento, dimissioni e risoluzione consensuale): sarà possibile inserire nei contratti di lavoro - sia quelli in essere che quelli di nuova sottoscrizione - una clausola compromissoria che consentirà di devolvere ad arbitri, anziché alla magistratura del lavoro, le eventuali controversie. Il procedimento arbitrale è connotato da tempi celeri e modalità di svolgimento semplificate e si conclude con una pronuncia (il cd. lodo arbitrale) che ha valore di contratto tra le parti ed è soggetto a casi assai limitati di impugnazione. L’inserimento della clausola compromissoria nel contratto di lavoro presuppone due cose: la sua certificazione dinanzi agli organi competenti a pena di nullità e la previsione della sua utilizzabilità a livello di accordi interconfederali o contratti collettivi di lavoro stipulati dalle organizzazioni dei datori di lavoro e dei lavoratori comparativamente più rappresentative sul piano nazionale. In caso di inerzia delle Parti sociali, decorsi dodici mesi dall’entrata in vigore del Collegato Lavoro ed esaurita una fase concertativa volta a favorire la conclusione di un accordo collettivo, il Ministero potrà intervenire nei successivi sei mesi con un proprio decreto per dare attuazione e piena operatività allo strumento dell’arbitrato.
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