Offerte anomale e costo del lavoro nelle gare di appalti pubblici.

 
Il mancato rispetto dei minini tabellari nei confronti del personale dipendente, o, in mancanza, dei valori indicati dalla contrattazione collettiva, non determina l'automatica esclusione di un’impresa dalla gara, ma costituisce un importante indice di anomalia dell'offerta, che dovrà essere poi verificata attraverso un giudizio complessivo di rimuneratività, nel quale l’impresa è tenuta a fornire le proprie giustificazioni in merito.
E’ quanto affermato dalla Sesta Sezione del Consiglio di Stato con la sentenza del 21 luglio 2010, n. 4783, ove tra l’altro viene precisato che in caso di verifica delle offerte sospettate di essere anomale, il sindacato giurisdizionale sull’operato della P.A. appaltante, seppure non escluso, deve di regola limitarsi al mero controllo di legittimità dell’atto adottato dall’Amministrazione all’esito del procedimento relativo alla valutazione delle giustificazioni delle offerte anomale. Tale atto costituisce, infatti, espressione della discrezionalità tecnica della commissione di gara, sindacabile solo ove possa desumersi in maniera indubitabile la illogicità o incoerenza della valutazione dell'Amministrazione .
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