Nel contratto di lavoro a termine per esigenze sostitutive non va individuato il lavoratore assente.

 
Così ha stabilito la Corte di Giustizia dell’Unione Europea con la sentenza n. C–98/09, nella quale viene per la prima volta affermato il principio secondo il quale non è contraria alla normativa comunitaria una legge statale che non preveda l’obbligo, per il datore di lavoro, di indicare nei contratti a tempo determinato conclusi per sostituire lavoratori assenti il nome di tali lavoratori e i motivi della loro sostituzione, e che si limita a prevedere che siffatti contratti debbano risultare da atto scritto e debbano specificare le ragioni della loro stipulazione, purché dette condizioni siano compensate dall’adozione di altre garanzie o misure di tutela oppure riguardino unicamente una categoria circoscritta di lavoratori con un contratto di lavoro a tempo determinato. Su tali premesse la Corte ha concluso per la compatibilità con il diritto comunitario del decreto legislativo n. 368/2001, che, in occasione della trasposizione nel diritto interno della direttiva 1999/70, ha eliminato l’obbligo per il datore di lavoro di indicare nel contratto a tempo determinato, concluso per sostituire lavoratori assenti, il nome di tali lavoratori e i motivi della loro sostituzione.
 
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