Le obbligazioni prive di rating hanno natura speculativa.

 
Il Tribunale di Bari, con la sentenza n. 2927 del 2010, ha chiarito che le obbligazioni prive di “rating” (metodo utilizzato per classificare sia i titoli obbligazionari che le imprese in base alla loro rischiosità) si devono considerare come titolo speculativo. Il giudice, confermando l’orientamento delle Sezioni Unite della Cassazione (sentenza n. 26724/2007), ribadisce che in tema di intermediazione finanziaria, la violazione dei doveri di informazione e di corretta esecuzione delle operazioni che la legge pone a carico dei soggetti autorizzati alla prestazione dei servizi di investimento finanziario, dà luogo a responsabilità precontrattuale, con conseguenze risarcitorie, ove dette violazioni avvengano nella fase antecedente o coincidente con la stipulazione del contratto di intermediazione, destinato a regolare i successivi rapporti fra le parti (contratto quadro). La violazione dei predetti doveri, invece, può dar luogo a responsabilità contrattuale, ed eventualmente condurre alla risoluzione del contratto quadro, ove si tratti di violazioni riguardanti le operazioni di investimento o disinvestimento compiute in esecuzione del suddetto contratto; in ogni caso deve escludersi che, mancando una esplicita previsione normativa, la violazione dei menzionati doveri di comportamento possa determinare, a norma dell’art. 1418 c.c., la nullità del c.d. contratto quadro o dei singoli atti posti in essere in base ad esso.
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