Lavoro accessorio e appalto di servizi: avviata un’interrogazione parlamentare sull’operato dell’INSP.

 
Con circolare n. 17/2010, l’INPS ha negato il rilascio dei buoni lavoro (cd. voucher) in favore di società che forniscono servizi di stewarding e di hostess, affermando che i buoni non possono essere utilizzati per dirottare la prestazione di lavoro accessorio a favore di terzi, come avviene nell’appalto di servizi e di somministrazione. In altre parole, la spendita del buono lavoro concerne esclusivamente il rapporto che si instaura tra prestatore e utilizzatore finale del buono stesso. Diversamente, l’INPS ha evidenziato un rischio troppo altro di strumentalizzazioni e possibili elusioni delle tutele di legge. Si noti al riguardo che, ai fini contribuitivi, il lavoro accessorio sconta un’aliquota pari al 13% a fronte del 33% previsto per il lavoro subordinato. Occorre tuttavia osservare che, in senso opposto al pur legittimo intervento dell’INPS, la normativa sul lavoro accessorio non contiene alcun divieto di utilizzo del lavoro accessorio nei confronti di terzi. Per questa ragione il buono lavoro copre oggi il 10% circa del costo del lavoro delle società impegnate negli appalti di servizi e nelle somministrazioni. Da qui l’interrogazione parlamentare.
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