ORARIO DI LAVORO: IL TEMPO IMPIEGATO PER RECARSI IN TRASFERTA E QUELLO IMPIEGATO NELL’USO FACOLTATIVO DI MEZZI AZIENDALI PER RAGGIUNGERE IL POSTO DI LAVORO NON SONO DA RETRIBUIRE.

 
Il Ministero del Lavoro, con una prima risoluzione (risposta ad interpello 2 aprile 2010 n. 15), ha chiarito che il tempo impiegato dal lavoratore per recarsi in trasferta non deve essere retribuito separatamente. Esso, infatti, è già compensato dalla indennità di trasferta e ciò, nonostante il d. lgs. 66/2003, di recepimento della normativa comunitaria in materia, abbia ampliato il concetto di orario di lavoro, passando dal principio del lavoro effettivo quale lavoro che richiede un’applicazione assidua e continuativa, a quello di messa a disposizione a favore del datore di lavoro, per cui, a norma dell’art. 1, comma 2, lett. a), d. lgs. 66/2003, costituisce orario di lavoro da retribuire, “qualsiasi periodo in cui il lavoratore sia al lavoro, a disposizione del datore di lavoro e nell’esercizio della sua attività o delle sue funzioni” (condizioni cumulative e non alternative).
Con una seconda risoluzione (risposta ad interpello n. 13 del 2 aprile 2010), il Ministero del Lavoro ha negato che dovesse essere retribuito il tempo impiegato dal lavoratore per raggiungere un punto di raccolta nel quale il datore di lavoro aveva messo a disposizione dei propri dipendenti un mezzo aziendale da utilizzare in via facoltativa per raggiungere il luogo di lavoro. Invero, è stato ribadito che devono essere retribuiti esclusivamente quegli spostamenti che siano funzionali alla prestazione lavorativa, intendendosi per “funzionali” quegli spostamenti necessari e indispensabili a svolgere la prestazione lavorativa, anche e soprattutto nel caso in cui questa avvenga in luoghi diversi (es. cantieri).
 
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