L’UTILIZZO DI STRUMENTI DEL COMMITTENTE DA PARTE DEI DIPENDENTI DELL’APPALTATORE NON È DI PER SÉ ELEMENTO DECISIVO PER LA QUALIFICAZIONE DEL RAPPORTO IN TERMINI DI APPALTO NON GENUINO.

 
Il Ministero del Lavoro, con interpello n. 77 del 22 ottobre 2009, ha risposto ad un quesito in merito alla corretta interpretazione della disciplina relativa all’impiego di manodopera negli appalti di opere e di servizi, di cui all’art. 29 del d.lgs.n. 276/03, evidenziando come il solo utilizzo di strumenti di proprietà del committente ovvero dell’appaltatore da parte dei dipendenti del subappaltatore non possa considerarsi di per sè elemento decisivo per la qualificazione del rapporto in termini di appalto non genuino, attesa la necessità di verificare tutte le circostanze concrete dell’appalto e segnatamente la natura e le caratteristiche dell’opera o del servizio dedotti nel contratto. Secondo la Direzione Generale del Ministero, dunque, può ritenersi compatibile con un appalto genuino anche un’ipotesi in cui i mezzi materiali siano forniti dal soggetto che riceve il servizio, purché la responsabilità del loro utilizzo rimanga totalmente in capo all’appaltatore e purché attraverso la fornitura di tali mezzi non sia invertito il rischio di impresa, che deve in ogni caso gravare sull’appaltatore.
 
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