IL DIPENDENTE E’ TENUTO A RISARCIRE IL DATORE DI LAVORO SE PONE IN ESSERE OPERAZIONI PREGIUDIZIEVOLI PER L’AZIENDA

 
Il dipendente che, nell’ambito delle sue mansioni, abbia compiuto operazioni dannose per l’azienda, deve risarcire il datore di lavoro, in quanto è responsabile contrattualmente per violazione dei doveri di diligenza e fedeltà connessi al rapporto di lavoro. Egli non può invocare a sua discolpa l’inadeguatezza di controlli aziendali interni sull’operato di propri dipendenti. Il concorso di colpa del datore di lavoro infatti ricorre esclusivamente nel caso in cui lo stesso sia a conoscenza del fatto potenzialmente pregiudizievole.
(Cassazione Civile, sez. lavoro., 9 novembre 2009, n. 23726)
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