SULLA PRESENTAZIONE DELLE OFFERTE NELLE GARE DI APPALTO

 
Secondo la sentenza del Consiglio di Stato n. 2972/09, deve ritenersi legittima, non potendo considerarsi illogica o particolarmente gravosa, la clausola del disciplinare di gara la quale prevede che "l'offerta, pena l'esclusione, dovrà essere corredata su ciascuna facciata di timbro e firma per esteso leggibile, del suo legale rappresentante". Tale clausola non si pone in contrasto con l'articolo 51, punto 12, legge 16 febbraio 1913, n. 89 (legge notarile), che consente di siglare i singoli fogli (o, più precisamente, di apporre la firma a margine "anche col solo cognome"). Quest’ultima disposizione riguardante l’atto pubblico redatto dal notaio, pur prevedendo la sottoscrizione in ogni parte del documento con il nome e il cognome, ammette delle semplificazioni legate alla particolare formalità dell'atto; ciò significa che non può ritenersi illegittima (e tanto meno irrazionale), stante la diversa finalità della disciplina dell'atto pubblico (ma altrettanto potrebbe dirsi in relazione di quello privato, ex articolo 2702 del codice civile), l'esclusione di tali semplificazioni, espressamente previste nel bando e tendenti ad assicurare certezza e consapevolezza nell'assunzione di impegni nonchè responsabilità conseguenti alla presentazione dell'offerta contrattuale.
 
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