NEL CASO DI CONCILIAZIONE LA QUALIFICAZIONE DEL RAPPORTO VOLUTA DALLE PARTI NON VINCOLA L’AMMINISTRAZIONE

 
Il Ministero del lavoro ha chiarito che l’esatta qualificazione del contratto di lavoro è sottratta alla “disponibilità” delle parti e rimane di competenza esclusiva del Giudice anche in caso di transazione raggiunta tra il lavoratore e il datore di lavoro che riguardi fatti oggetto di accertamento ispettivo. L’autonomia della transazione rispetto al rapporto giuridico sottostante esclude che dalle reciproche concessioni fatte possano trarsi elementi di prova circa l’effettività del rapporto di lavoro e della qualificazione ad esso attribuita dalle parti. La nota del 10 novembre 2009, n. 17056 ha specificato che l’oggetto della transazione non è il rapporto o la situazione giuridica cui si riferisce la valutazione delle parti, bensì la lite cui questa ha dato o può dar luogo. Pertanto, anche in caso di conciliazione, l’Amministrazione non perde il potere-dovere di portare a conclusione la procedura sanzionatoria, anche nei suoi aspetti processualistici.
(Min. lav., nota 10.11.09, n. 17056)
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