SULLA RIUNIONE TEMPORANEA DI IMPRESE NEGLI APPALTI RELATIVI A LAVORI, SERVIZI E FORNITURE.

 
Con la sentenza n. 6458 del 21 ottobre 2009 è stato precisato che nelle gare di appalto relative a forniture e servizi, ai sensi dell’art. 37, comma 4, del d.lgs. n. 163 del 2006, l’obbligo di dichiarare in sede di gara la ripartizione dell'attività fra le varie imprese sussiste non solo nel caso di associazioni temporanee di imprese verticali, vale a dire quelle le cui imprese partecipanti all'associazione temporanea sono assuntrici di prestazioni professionalmente diversificate, ma anche nel caso di associazioni temporanee di imprese di tipo orizzontale, ove tutti possono fare tutto e dove la ripartizione sarebbe "in re ipsa", nella stessa percentuale di partecipazione al raggruppamento. L’omissione della relativa dichiarazione in sede di gara è da considerare un fatto grave che non consente all'Amministrazione una valutazione precisa dell'esecuzione del contratto e determina la esclusione dell’associazione temporanea dalla gara.
La ripartizione delle prestazioni fra le varie imprese costituenti l'associazione temporanea di imprese, è un obbligo che compete alla stessa, non solo per consentire di verificare che le singole imprese siano in possesso dei necessari requisiti per la partecipazione alla gara, ma anche e soprattutto per conoscere con quali modalità e con quali soggetti saranno rese le prestazioni dedotte nel capitolato speciale e poi riportate nel contratto stipulato, in quanto soltanto in tal modo l'Amministrazione procedente è messa nella condizioni di valutare l'eseguibilità delle prestazioni, i soggetti che vi provvederanno, quando vi provvederanno, in quale combinazione operativa con le altre imprese, potendo in tal modo, rappresentato l'ordine e la misura degli interventi, poter anche programmare la verifica della corretta esecuzione degli adempimenti contrattuali.
L'aver, quindi, omesso una tale dichiarazione è fatto grave che non consente all'Amministrazione una valutazione precisa sull'esecuzione del contratto e va ritenuto, conseguentemente, legittima causa di esclusione di un'associazione temporanea di imprese da una gara pubblica (Consiglio Di Stato, Sez. V n. 6458 del 21 ottobre 2009).
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