UN'IMPRESA PUO' PARTECIPARE AD UNA GARA PUBBLICA ANCHE SE DIMOSTRA DI OTTENERE UN UTILE DI IMPRESA ESIGUO

 
Con una recente sentenza (n. 241/09) il Consiglio Giustizia Amministrativa Regione Sicilia, ha osservato che l'indicazione, nell'offerta, di una misura contenuta, o esigua, dell'utile di impresa deve essere valutata nel contesto della complessiva affidabilità dell'offerta presentata. La voce “utile di impresa”, quindi, può essere compressa o ridotta, nel quadro delle scelte imprenditoriali del concorrente, con i soli limiti correlati alla anomalia dell'offerta proposta, verificabile nel complesso procedimento di verifica. Un margine di guadagno irrisorio può costituire serio indice presuntivo di inaffidabilità dell'offerta qualora sia dimostrato che l'offerta corrisponda ad un prezzo inidoneo a remunerare le diverse componenti dell'organizzazione imprenditoriale e non consenta di ipotizzare, in proiezione, significative prospettive di espansione dell'azienda nel settore.
E' vero, del resto, che non sarebbero ammesse offerte in perdita, ma la previsione di un utile, seppure contenuto in una percentuale bassissima, risulta sufficiente a dimostrare l'esistenza di un adeguato equilibrio economico fra costi e ricavi.
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