AFFIDAMENTI BANCARI PIU’ ONEROSI PER LE IMPRESE A PARTIRE DAL 28 GIUGNO 2009

 
A partire dal 28 gennaio p.v. entra in vigore la norma di legge che consente alle banche di farsi pagare dalle imprese e in generale da chiunque abbia un conto corrente, per ogni singolo affidamento, oltre al tasso debitore concordato con il proprio istituto di credito, un ulteriore corrispettivo destinato a remunerare il mero “servizio di messa a disposizione delle somme” a prescindere dal loro effettivo utilizzo. Si tratta di un “nuovo” costo che viene a sostituire la commissione di massimo scoperto dichiarata almeno in parte fuori legge, ma destinato a produrre effetti ancor più negativi. Dai primi sondaggi presso i maggiori istituti di credito emerge che tale importo sarà pagato con cadenza per lo più trimestrale sull’1% circa del valore complessivo dell’affidamento. E’ facile a questo punto immaginare l’entità dei costi finanziari destinati a gravare su tutti quegli operatori economici, soprattutto piccoli e medi, che basano la loro attività sugli affidamenti, a volte anche plurimi.
Oltre al danno, anche la beffa che tale misura sia stata inserita nell’ambito del cd. decreto anticrisi (d.l. 29/11/08, n. 185), che, nelle intenzioni del Governo, avrebbe dovuto ridisegnare il quadro strategico nazionale in funzione di sostegno alle imprese.
Si tratta di un provvedimento assai discutibile, che potrà dare vita ad un nuovo “cartello” tra istituti di credito, contrario, come gli altri, alla normativa antitrust.
L’entrata in vigore di questa nuova gabella è scandita dal silenzio generale dei mezzi di informazione e dal fatto che poche banche hanno inviato i prospetti informativi che richiederanno la sottoscrizione necessaria del cliente.
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