STOP AL RISARCIMENTO SE IL LAVORATORE NON CONTESTA IL LICENZIAMENTO NEI SESSANTA GIORNI DI LEGGE

 
Nessun ristoro dei danni al lavoratore illegittimamente licenziato che non ha impugnato il recesso nel termine breve previsto a tale scopo dalla legge (60 giorni). La decadenza dall’impugnativa infatti, impedisce al dipendente di richiedere il risarcimento secondo le norme codicistiche ordinarie nella misura in cui consente di far accertare in sede giudiziale l’illegittimità della sanzione espulsiva.
Quando tale onere non viene assolto, il giudice non può conoscere dell’illiceità del licenziamento neppure per ricollegare, di per sé, al recesso conseguenze risarcitorie di diritto comune.
Il principio è stato affermato, dalla S. C., in una controversia in cui il lavoratore aveva esperito unicamente azione risarcitoria per ritenuta illegittimità del comportamento datoriale, ravvisata nel mancato rispetto dei criteri dettati dalla legge n. 223 del 1991 per l’individuazione dei lavoratori da collocare in mobilità, senza alcuna indicazione, e allegazione, del fatto ingiusto accompagnatosi al licenziamento.
 
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